Agricoltura biologica e ciclo di trasformazione dei letami

La lombricoltura nell'agricoltura biologica

La lombricoltura si inserisce a pieno titolo nelle tecniche utili ad implementare correttamente il concetto di agricoltura biologica.

La presenza di lombrichi incrementa del 50% la sostanza organica di un terreno: di 1,5 volte calcio, 2 volte magnesio, 5 volte azoto, 7 volte fosforo e 11 volte potassio, rispetto alle condizioni di partenza.
Ogni terra oggi conosciuta è passata, nel corso di milioni di anni, attraverso il loro intestino, venendone costantemente arricchita di sostanze organiche allo scopo di essere sempre fertile.

Il prodotto che abbiamo per le mani riesce ad inserirsi prepotentemente in tutti quei mercati che hanno nella ricerca del prodotto biologico di eccellenza, la loro mission. Secondo il rapporto SINAB “Bio in cifre 2017” in collaborazione con MIPAAF (ministero delle politiche agricole e alimentari), ISMEA e CIHEAM (istituto agronomico mediterraneo) l’ Italia ha raggiunto la conversione biologica con 1.795.650 ettari, riscontrando un incremento del 20,3 % rispetto all’anno precedente. In termini assoluti, nell’ultimo anno, sono stati convertiti al biologico oltre 300 mila ettari.
I principali orientamenti produttivi riguardano le colture foraggere (341.940 ha), i pascoli (321.011 ha) ed i cereali (299.639 ha). Notevole l’incremento segnalato dalle categorie di olivo (+23,7%), vite (+23,8%), cereali (+32,6%) ed ortaggi (+48,9%).

Il  vermicompostaggio prodotto dai lombrichi è quindi fortemente ricercato anche da tutte quelle aziende agricole che vedono attraverso l’utilizzo del prodotto organico il rinvigorimento del proprio terreno.

Questo si traduce in terra più sana, che dà origine a piante più sane che a loro volta incrementano in modo esponenziale le proprietà organolettiche dei nostri alimenti.

Il Ciclo di trasformazione dei letami

In questa illustrazione si può notare un pratico sistema per recuperare con vantaggi economici e ambientali una grande massa di scarti, a volte di difficile collocazione.

L'humus di lombrico, il segreto dell'agricoltura biologica

L’humus di lombrico, definito anche vermicompost, viene prodotto dai lombrichi, che cibandosi di sostanze organiche come scarti vegetali e letame, espellono questo concime dalle magnifiche proprietà.

La funzione principale dell’humus è quella di fertilizzante naturale per il terreno, esso contiene tutti gli elementi nutritivi necessari allo sviluppo delle piante. Un ammendante ammesso in agricoltura biologica, in grado di migliorare la struttura chimica e fisica del terreno.

Oggi l’humus è molto richiesto nelle colture biologiche. Esso è considerato un rimedio importante, totalmente naturale, per risanare terreni sfruttati da concimi chimici e intense monocolture. Chiamato “Black Magic” in America, per le sue eccelse qualità, l’humus di lombrico è il miglior amico della terra.

In molti si potrebbero domandare: se dovessi produrre una grande quantità di humus, a chi lo posso vendere?
In risposta a tale quesito l’azienda Con.It.a.lo specifica sempre che non intende promuovere la lombricoltura come mera soluzione finanziaria, bensì come soluzione per risolvere un problema di smaltimento della materia organica (anch’esso sovente un problema economico) convertendola in prodotto di altissimo valore.

Con.It.a.lo considera l’humus la chiave alla soluzione di un importante e vitale problema che non si può continuare ad ignorare o a far finta che la problematica non esista; è fondamentale per l’azienda promuovere e divulgare l’importanza del ritorno alla concimazione organica dei suoli. L’uso intensivo del chimico ha ormai fatto esaurire la parte contenente sostanza viva nel suolo, la stessa sostanza complice del gusto e della produttività di qualsiasi coltura.

D’altronde siamo ciò che mangiamo.

PHC: Il suolo è un organismo vivente

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