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Emergenza idrica: come difendere il suolo e le piante

È piuttosto frequente durante l’estate che si verifichino carenze idriche sul territorio italiano. 

Questa improvvisa mancanza d’acqua può compromettere i raccolti e provocare danni molto consistenti al suolo e alle piante.

 In questo articolo vedremo come difendere il terreno e le nostre coltivazioni dagli effetti nocivi della siccità

L’emergenza idrica in Italia

Potrebbe essere utile sapere che l’Italia, secondo una ricerca del Water Develop and Research, occupa un territorio considerato a rischio di siccità. 

Secondo il team di ricerca, a causa dell’abbassamento delle falde e del rapido ritiro dei ghiacciai, è inevitabile il verificarsi di ulteriori crisi idriche nei prossimi anni. 

 

Cosa provoca un’emergenza idrica? 

L’emergenza idrica ha diverse cause, ma se ne individuano principalmente quattro: 

  • Crescita della domanda di acqua potabile, che segue un trend di crescita doppio rispetto alla crescita della popolazione;
  • Uso eccessivo delle reti idriche sotterranee, sia per motivi irrigui che per l’alimentazione della rete fognaria;
  • Continua espansione agricola e industriale;
  • Siccità dovuta a riscaldamento globale. 

La concatenazione di queste cause produce una carenza d’acqua in un territorio quando la quantità d’acqua non è sufficiente a sostenere tutti questi fattori in contemporanea. 

Ma soprattutto perché durante l’estate, quando aumenta la domanda di acqua, questa è meno disponibile. 

Come si affronta un’emergenza idrica?

In Italia, sono soprattutto il Sud e le Isole ad affrontare l’emergenza idrica.

In certi comuni della Sicilia centrale, infatti, si raggiungono perdite di acqua nella rete di distribuzione per oltre il 60%, che mettono in crisi l’intero sistema di distribuzione delle risorse idriche

Al Nord invece si osservano squilibri nella rete idrografica: ad esempio, nell’estate del 2021 il livello del Po, del Lago d’Iseo, del Lago Maggiore e del Lago di Como è sceso tanto da causare una crisi idrica.

Infine, secondo alcuni studi, l’Italia è uno dei paesi europei dove avviene il maggior spreco di acqua per problemi di efficienza della rete di distribuzione.

Ecco perché viene chiesto alla popolazione di  utilizzare la risorsa acqua in modo estremamente parsimonioso, sostenibile ed efficace, limitandone il consumo al minimo indispensabile. 

 

Le conseguenze dell’emergenza idrica sulle piante e sul suolo

La crisi idrica provoca una grave fitopatia, conosciuta come stress idrico delle piante. Accorgersi dello stress idrico cui è sottoposta una pianta non è sempre semplice, ma ci sono dei fattori visibili che possono essere individuati come segnali d’allarme di una condizione di sofferenza del vegetale:

  • ingiallimento fogliare
  • scomparsa dei peli radicali

Questa condizione, dovuta alla mancanza d’acqua, porta la pianta ad appassire e col tempo a morire.  Perché questo avviene?

L’acqua è estremamente importante per le piante, per tre motivi:

  • è un ingrediente fondamentale per la fotosintesi;
  • regola i processi di traspirazione fogliare;
  • mantiene il turgore (ovvero, la rigidità) delle parti verdi.

Senz’acqua, la pianta non può più mantenere chimicamente il processo di fotosintesi, e non può neanche scambiare ossigeno e anidride carbonica con l’ambiente esterno. 

Perché le piante ingialliscono e appassiscono?

L’ingiallimento delle foglie è causato proprio dalla degradazione della clorofilla, che perde la sua funzionalità in assenza di acqua. I cataboliti influorescenti della clorofilla (NCC) sono il prodotto di questa degradazione: scompare quindi il pigmento verde, lasciando visibili antocianine e carotenoidi, responsabili del colore giallo. 

Anche il turgore delle parti verdi è dovuto all’acqua. Questa normalmente viene contenuta in spazi cellulari detti vacuoli, che conferiscono alle cellule rigidità.

Con la carenza d’acqua, i vacuoli si svuotano e la pianta appassisce. 

Da questo punto di vista, gli alberi e tutte le piante che come loro hanno un tronco rigido e lignificato hanno una possibilità in più di resistere all’appassimento, perché la loro struttura viene tenuta in piedi da fibre prive di acqua. 

 

 

Quali soluzioni abbiamo per affrontare l’emergenza idrica? 

Risolvere l’emergenza idrica alle sue fondamenta è una delle sfide più grandi del nostro futuro: richiede interventi e soluzioni a lungo termine, che vadano alla radice del problema. 

Nel frattempo, possiamo intervenire con la prevenzione per evitare che gli effetti dell’emergenza idrica si aggravino. 

 

Evitare l’irrigazione nelle ore calde

Per quanto possibile, è meglio evitare di bagnare le piante durante le ore calde, ovvero quando l’evaporazione è talmente alta da ridurre molto la quantità d’acqua che effettivamente raggiunge le radici. 

Le ore migliori per bagnare le piante sono quelle del mattino: in questo modo, l’acqua ha tempo di penetrare in profondità nel terreno. 

Bagnandole di sera, invece, aumenta la probabilità che si sviluppino agenti patogeni, come le muffe.

Copertura del suolo

Il suolo scoperto, ovvero privo di vegetazione viva, è il più soggetto alla perdita d’acqua: il sole batte direttamente su di esso, rendendo le sue particelle molto asciutte e leggere. Questa situazione espone il terreno al processo di desertificazione, perché nel medio periodo le particelle più leggere vengono asportate dal vento e rimarrà solo la parte più pesante, la sabbia, che è difficile da tenere umida e da coltivare. 

Gli ortisti sono gli agricoltori più soggetti a questo rischio: ricordatevi di coprire le zone libere dell’orto con  una pacciamatura in paglia o con teloni ombreggianti.

 Ciò contribuirà a schermare la terra dal sole e a mantenere l’acqua più a lungo nel suolo, in modo che le piante ne possano trarre beneficio. 

Utilizzo di cippato

Il cippato è una grande risorsa che può essere utilizzata per limitare l’evaporazione dell’acqua.  Si tratta di frammenti di legno di piccole dimensioni, simili a trucioli, che incamerano acqua al loro interno.

In buona sostanza, con il cippato sfruttiamo la capacità del legno di assorbire l’acqua e di rilasciarla lentamente. 

Questa soluzione è particolarmente adatta alla gestione dei frutteti, perché la presenza di legno umido a terra a terra imita l’ambiente di lettiera forestale, al quale gli alberi si sono adattati evolutivamente.

Inoltre, il cippato resterà umido a lungo sotto un albero grazie all’ombra della sua chioma.  

Aumento della sostanza organica nel terreno

Infine, ricordiamo che è possibile sfruttare la sostanza organica come magazzino di acqua per il suolo

Questa capacità è dovuta alla sua particolare conformazione molecolare, che conferisce alla sostanza organica proprietà igroscopiche e colloidali.

L’acqua raccolta dalla sostanza organica contribuisce poi ad abbassare la temperatura del suolo e a mitigare gli effetti delle ondate di calore. 

Aumentare la sostanza organica del terreno è un ottimo investimento in termini di tempo, denaro ed energie: con un solo gesto si può ridare al suolo la capacità di trattenere acqua e arricchirlo di elementi nutritivi. 

The Worm Up è l’humus di lombrico ricco di sostanza organica con il quale puoi difendere il tuo terreno dalla siccità: non lasciare esposto il terreno, ricaricalo di sostanza organica con The Worm Up!

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