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Gli ultimi risultati della ricerca scientifica sul vermicompost

Il vermicompost è un concime relativamente recente, il cui uso non si è ancora affermato nelle pratiche agricole convenzionali.

La sua scarsa diffusione potrebbe averlo ‘penalizzato’ dal punto di vista della ricerca scientifica: per molti anni i suoi effetti sul campo sono stati registrati in modo empirico dagli agricoltori, ancora prima che venisse studiato e testato nei laboratori.

Nel frattempo però gli studi sul vermicompost sono divenuti più numerosi: cosa sappiamo oggi sul questo magnifico fertilizzante, dal punto di vista scientifico?

La metanalisi di Blouin

Nel 2019 è stato pubblicato sulla rivista Agronomy for Sustainable Development uno studio dall’importanza cruciale tanto per i produttori, quanto per gli utilizzatori finali di vermicompost.

Si tratta della metanalisi di Blouin e colleghi, la quale riporta che l’uso di vermicompost sulle colture ha determinato aumenti medi del nella resa commerciale, nella biomassa di fusto e foglie e nella biomassa delle radici.

Una metanalisi è uno studio che ha la finalità di raccogliere e confrontare i dati di tutte le pubblicazioni scientifiche appartenenti ad un certo argomento: grazie a tutti i dati che raccolgono, possono vantare una completezza molto superiore rispetto ad ogni singolo studio svolto sull’argomento.

Nella metanalisi di Blouin e colleghi vengono analizzati più di 600 studi, dai quali sono stati estratti questi risultati:

  • secondo 118 studi, la resa delle piante è aumentata del 26%;
  • in 241 studi, la biomassa di fusto e foglie è aumentata del 78%;
  • stando a 209 studi, la biomassa delle radici è aumentata del 57%;

La concimazione con vermicompost è risultata particolarmente efficace su alcune verdure, soprattutto Cucurbitaceae (zucca, zucchine, melone, cetriolo e anguria) e Asteraceae (girasole e topinambur) e leguminose.

 

Topinambur.
Zucchina.
Zucca.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Inoltre, è stato possibile stabilire, grazie a numerose prove di campo, che il vermicompost è un valido sostituto ai fertilizzanti minerali sintetici: una magnifica notizia per l’agricoltura biologica, dove i fertilizzanti minerali sono vietati.

Praticamente, il vermicompost garantisce un  effetto di lunga durata sulla fertilità del suolo grazie alla materia organica stabilizzata.

Vermicompost e concimazione minerale

Alcuni studi hanno anche raccolto dei dati sull’utilizzo di vermicompost assieme ai concimi minerali. Contrariamente a quanto ci si potesse aspettare, la fertilizzazione minerale ha ridotto l’effetto positivo dovuto alla concimazione di vermicompost.

In particolare, ha ridotto del 24% la formazione di frutti, del 100% la crescita della pianta e del 30% lo sviluppo delle radici.

Il motivo di questo conflitto è dovuto al fatto che la concimazione minerale ostacola l’attività e lo sviluppo dei batteri del suolo, mentre il vermicompost la promuove. Questi batteri sono in grado di trasmettere alla pianta una grande quantità di ormoni ed enzimi direttamente responsabili della crescita della pianta, perciò il loro assenza gli effetti di crescita sono notevolmente ridotti.

Come si utilizza il vermicompost?

Il dosaggio del vermicompost è stato particolarmente studiato.

I risultati della ricerca scientifica sul vermicompost in serra ed in campo hanno dato risultati molto simili: la crescita migliore delle piante si ottiene quando il vermicompost costituisce dal 20% al 40% del substrato di coltivazione.

A volumi inferiori del 20% la concimazione non è abbastanza ricca, perciò produce effetti meno marcati.  Invece, a volumi superiori al 40%, gli effetti restano gli stessi della concimazione a volume 30-40% .

Questo significa che con un apporto di vermicompost superiore alla dose consigliata non si hanno effetti maggiori sul raccolto, perché viene ricaricata la riserva di sostanza organica  del suolo, che verrà sfruttata dalla pianta nel lungo periodo.

Inoltre,i risultati della ricerca scientifica sul vermicompost dimostrano inequivocabilmente che esso non teme sovradosaggio, non brucia le radici e non sottopone mai la pianta a stress.

Quale materiale di partenza è migliore?

Data la varietà degli studi analizzati da Blouin e colleghi,  sono state prese in considerazione differenti fonti di alimentazione per i lombrichi: naturalmente, molti studi si sono soffermati sull’uso di letame, ma ce ne sono alcuni che hanno preso in considerazione gli scarti alimentari e la carta.

Dal confronto di tutti gli studi, appare chiaro che il letame bovino garantisce una qualità maggiore del vermicompost. Ecco i risultati:

  • + 27% nel raccolto;
  • + 113% nella crescita di fusto e foglie;
  • + 88% nello sviluppo delle radici.

Anche il letame suino è stato un buon materiale che ha portato ad un aumento della crescita di foglie e radici rispettivamente del 30% e del 55%.

Scarti alimentari

Gli scarti alimentari delle cucine risultano essere un materiale interessante: il vermicompost prodotto dagli  scarti garantisce un aumento del 44% nella crescita di fusto e foglie, anche se non ha effetti significativi sullo sviluppo delle radici.

Naturalmente, lo spreco alimentare potrebbe essere visto come un’opportunità per sviluppare il vermicompostaggio, poiché un quarto del cibo prodotto ogni anno non viene mai consumato.

Se siete interessati al compostaggio domestico degli scarti alimentari, potete cominciare dalla nostra Vermicompostiera da Balcone e/o Giardino.

 

Sottoprodotti della carta

Il vermicompost che si ottiene dalla carta risulta più efficace per la crescita delle radici (+ 55%) che per la crescita della pianta (+ 34%).

Si tratta quindi di una fonte di alimentazione possibile, ma è anche vero che, al giorno d’oggi, il riciclaggio della carta è già molto comune.

Quindi, è probabile che sia più vantaggioso per l’ambiente rispetto all’uso della carta nel vermicompostaggio: infatti la carta riciclata  compie un ciclo di trasformazione più breve rispetto al suo utilizzo come materiale di partenza per il vermicompost.

Vasca per il riciclo della carta.

In conclusione: cosa emerge da questo studio?

Non c’è dubbio: i risultati della ricerca scientifica sul vermicompost sono molto incoraggianti.

Innanzitutto, questo studio ci mostra che gli effetti del vermicompost, sono concreti e piuttosto omogenei tra le diverse colture.

Inoltre, la comunità scientifica internazionale ha finalmente riconosciuto il ruolo che questo concime può avere nell’economia circolare.

Per contribuire a pratiche agricole più sostenibili e più rispettose del suolo, il vermicompost può davvero fare la differenza!

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